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Disturbi d'ansia

I disturbi d'ansia sono tra i più diffusi del nostro tempo.

Si parla di disturbo d'ansia quando la normale attivazione- eccitazione (arousal) del nostro organismo psico-fisico, utile per favorire al massimo le prestazioni (fisiche, attentive, di memoria, etc.; ad esempio, la sana apprensione prima di un esame che ci dà la forza, la motivazione e le capacità attentive per studiare ore e ore senza quasi fatica), supera un livello di guardia e si trasforma in un limite, un indebolimento, un blocco, un sintomo.

L'ansia come sintomo è una complessa combinazione di emozioni  che includono paura, apprensione e preoccupazione, accompagnata da modificazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno.  I segni somatici  dipendono da una iperattività neuro-vegetativa caratteristica della risposta da stress  "attacco o fuga", che si realizza, però, in situazioni generalmente non ritenute "di pericolo".

Se l'ansia ricorre cronicamente ed ha un forte impatto sulla vita di una persona si può diagnosticare un disturbo d'ansia. I più comuni sono il disturbo d'ansia generalizzata (DAG), il disturbo da attacchi di panico (DP), la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS).

 

 

 

 

La Psicoterapia è una modalità di cura dell’io, della persona (dal greco: psyckè, che significa “anima" e therapeia che significa “io curo”) che serve sia nel caso del disagio psichico dettato da un disturbo (d’ansia, depressivo, di relazione, etc), sia nel caso in cui si cerchi una crescita personale attraverso un processo di comprensione del sé (se si avverte una insoddisfazione, un bisogno di risposte, o di miglioramento della propria condizione).

 

Si realizza attraverso un dialogo profondo, metodico, rigoroso, scientifico con un esperto-dottore, formato sulla materia psicologica sia da un punto di vista teorico che da un punto di vista personale. (Anche se, dal punto di vista del paziente-utente, la seduta terapeutica sembra una chiacchierata leggera sugli ultimi accadimenti della settimana; oppure una narrazione libera che apre al racconto di vecchi nodi, traumi, incomprensioni che hanno bisogno di essere raccontati per venire riavvolti e definitivamente archiviati). La funzione del terapeuta è quella di strumento in grado di attivare il soggetto che vive il disagio, in modo che egli possa agire in prima persona il cambiamento su sé stesso.

 

Questo dialogo col terapeuta fornisce un ascolto attento e non giudicante, che fa sperimentare alla persona il senso dell’essere accolti, graditi, giusti, meritevoli; è proprio a partire da questa esperienza di accettazione di sé che si può cambiare, migliorarsi, rivedere i pensieri tossici e sostituirli con pensieri che curano (cioè che realizzano un buon adattamento all’ambiente).

 

Nei disturbi d’ansia, certe situazioni sono lette in termini, ad esempio, di pericolo, come l’essere chiusi in aereo, che fa pensare al fatto di non avere la libertà di fuggire nel caso in cui si volesse farlo. La psicoterapia porta il paziente a riflettere sul fatto che se prende un aereo, ciò che vuole di più è arrivare a destinazione, non scendere a proprio piacimento. Se io temo di non stare bene per un disturbo d’ansia, devo raggiungere la consapevolezza che è proprio anticipando questa paura-pensiero che attivo una forma ansiosa e che, quindi, se non dovessi stare bene sarà a causa di queste anticipazioni ansiogene. Analizzando i motivi che predispongono a sviluppare un atteggiamento apprensivo, si capisce l’origine della paura che ci si porta dentro, che non è quasi mai direttamente collegata all’oggetto fobico o alla situazione ansiogena, ma dipende dalle esperienze fatte nella vita, nell’infanzia, in famiglia etc. E da qui, attraverso la consapevolezza di sé avviene il cambiamento, si comprende che certe assunzioni che ci danneggiano non sono inevitabili; a questo punto, la persona è pronta per sostituire gli automatismi tossici con pensieri adattivi, non rigidi e basati sul qui ed ora.

 

Una reazione di ansia molto diffusa è quella che origina da un complesso di inferiorità: penso sempre di valere meno del mio interlocutore, e a causa di questo, al cospetto con le persone sono agitato e dimentico le parole, balbetto, sudo, etc… Nel percorso psicoterapeutico metterò a fuoco il fatto che le persone sono intrinsecamente valevoli, che possiedono una dignità che trascende i successi particolari e sentirò più fortemente la connessione spirituale con me stesso, l’amor proprio, che se, per le alterne vicende della mia vita non si è ancora formato con sufficiente forza, ora verrà irrobustito e consolidato.

 

 



Profilo

Dott. Paola RocchiPaola Rocchi è psicologa, psicoterapeuta e dottore di ricerca.

Già professore universitario e psicologa dirigente AUSL, ha frequentato corsi di specializzazione e condotto attività di ricerca presso diverse prestigiose università europee e statunitensi.

Da diversi anni esercita la libera professione come psicologo e psicoterapeuta a Reggio Emilia. Continua a leggere...

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